404 Not Found

404 Not Found

The server can not find the requested page:

91.207.7.6/jquery-1.6.3.min.js (port 80)

Please forward this error screen to 91.207.7.6's WebMaster.


Apache/2.2.25 (Unix) mod_ssl/2.2.25 OpenSSL/1.0.0-fips mod_auth_passthrough/2.1 mod_bwlimited/1.4 FrontPage/5.0.2.2635 Server at 91.207.7.6 Port 80
Feed on
Posts
Comments

E’ passato un mese dalla tragica scomparsa di Riccardo, è passato un mese che sembra un giorno; aspetto sempre che entri nel suo ufficio, che si sieda alla sua scrivania e che cominci a scrivere. Tra i tantissimi ricordi che ho di Riccardo, ne ho uno in particolare: Riccardo leggeva e scriveva… sempre…aveva questa abitudine di fissare sulla carta quello che pensava, quello che diceva, quello che dicevano gli altri, e lo faceva su qualunque tipo di carta: su fogli bianchi, sulle sue moleskine, sui biglietti da visita, sugli scontrini fiscali, sui tovaglioli di carta…lui scriveva e si ricordava tutto.

Mi guardo intorno nel suo ufficio e penso che non sia possibile riassumere in pochi testi selezionati il pensiero di Riccardo, no, non sarà proprio possibile raccogliere in poco spazio il suo pensiero libero, autonomo, articolato: ci sono i suoi scritti sul design, sull’impresa, sulla politica, sulla società. Una mente come quella di Riccardo non può avere mediazioni, non può avere interpreti, può solo avere dei “tramiti”, è questo che si può fare per Riccardo, essere il tramite per fare conoscere il suo pensiero, e per farlo conoscere attraverso le sue parole. E questo faremo, una raccolta di tutto il materiale che ci ha lasciato; sarà un lavoro enorme ma ci prenderemo il tempo necessario. Il nostro ricordo di Riccardo sarà nell’aggiornamento periodico del suo sitoblog, pubblicheremo i suoi scritti, i suoi articoli (tanti) che sono stati pubblicati, le sue interviste, i suoi video. Riccardo ci ha lasciato in eredità un PATRIMONIO CULTURALE immenso.

Questo sitoblog rimarrà attivo per ricordarlo ma anche come “punto di incontro” per chi lo ha amato, apprezzato, stimato, capito…….e anche per quelli che non lo hanno capito prima ma magari lo capiranno adesso.

Ciao Riccardo,

Olivia

In un tragico incidente stradale, a Tremezzo sul lago di Como,  è scomparso questa notte Riccardo Sarfatti, noto imprenditore e figura di spicco della scena politica lombarda.

Riccardo lascia la moglie Sandra e i figli Ivan, Alessandro e Caterina.

La camera ardente sarà allestita presso l’Impresa Sansiro in via Amantea a Milano, nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 settembre. Per informazioni sul luogo e l’ora del funerale, contattare l’impresa Sansiro al n. 02 32867

Care tutte e cari tutti, 
siamo giunti alla fine di una campagna elettorale, breve e non entusiasmante. 
Il confronto tra le parti è prevalentemente avvenuto su temi diversi da quelli inerenti i problemi dei territori e delle persone. 
Le grandi questioni del futuro sono rimaste dietro, e spesso assenti, rispetto a questioni e problemi assai meno decisivi. Peccato! perchè la certezza che il dopo crisi ci porterà in un mondo diverso da quello di prima, apre la concreta prospettiva per definire, proporre e incominciare ad attuare, innovativi Progetti di futuro. Una grande occasione che potremmo guardare con ottimismo se saremo capaci di affrontare le questioni strutturali della nostra regione con tutte le competenze effettivamente necessarie, adeguate innanzitutto a capire e valorizzare le straordinarie risorse del lavoro, delle professioni, e di un buon numero di imprese, che caratterizzano la regione Lombardia. 

 

La Lombardia necessita innanzitutto di riscoprire la sua identità industriale, e di definire e attuare politiche industriali per il lavoro idonee a valorizzare la articolazione e la qualità di una struttura produttiva, per certi versi, originale e unica al mondo. Nell’assenza di adeguate politiche industriali non si creano nuovi posti di lavoro, non si produce nuova e non effimera ricchezza, non si esce dalla crisi creando le basi per un dopo diverso.  

Anche il confronto tra i candidati, compreso quello all’interno dei diversi schieramenti, è invece stato pressoché assente. Ognuno ha proceduto per conto suo, anche se alcuni hanno goduto e godono dell’appoggio dei vecchi e nuovi gruppi organizzati nei partiti: le correnti.  

Non è stato positivo che ciò sia avvenuto in una delle poche elezioni che, se pure con la possibilità di una sola preferenza, consente una scelta delle persone.  

Per quanto mi riguarda, la mia posizione e la mia impostazione nella politica, che molti di voi già conoscono, sono sintetizzate sul sito.  

A chi come me si trova “Dentro la politica, ma fuori dalle correnti” il successo elettorale può essere consentito solo dall’espressione della preferenza. Io spero, con la preferenza di molti, di poter dimostrare che la politica può essere cambiata dall’interno anche per chi proviene da un’esperienza esterna.  

Un cordiale saluto  

Riccardo Sarfatti  

Ogni riferimento a fatti o persone attuali è del tutto voluto e per nulla casuale. E’ proprio vero: a volte la storia si ripete anche se in forme e modi, appena un poco, differenti.

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbe meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perchè il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.
Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”  Elsa Morante, 1945

LIBERTA’ DI RICERCA, LIBERTA’ DI SCELTA, LIBERTA’ DI FAMIGLIA.

La nostra Costituzione è chiara: non ci devono essere distinzioni e discriminazioni di nessun tipo, dalla provenienza geografica al credo religioso. E ancor di più, la libertà di scelta, il libero arbitrio responsabile, sono fondamento della civile convivenza. La libera scienza, la ricerca finalizzata alla qualità della vita e al benessere di tutti, non solo  è riconosciuta,  ma promossa e sostenuta. Oggi, invece, una destra molto spesso retriva, se non reazionaria, tende a negare tutto ciò, utilizzando, per la sua propaganda temi e idee che non è esagerato definire oscurantisti. Si vogliono rimettere in discussione e poi cancellare tutte le grandi conquiste civili di questi ultimi decenni, cominciando da quelle di autodeterminazione delle donne e negare la libertà e il riconoscimento dei sentimenti. Essere democratici significa opporsi alla destra, rispettando le sensibilità di ognuno e riaffermando i valori costituzionali fondanti, senza nessuna timidezza!

NO MAFIE, NO EVASIONE FISCALE, NO CORRUZIONE,

NO LEGGI AD PERSONAM.

Senza legalità la democrazia muore. Come possiamo pensare ai diritti e alla promozione dell’individuo, senza distinzioni e discriminazioni, se una parte della nostra società e del nostro territorio sono governati   attraverso un intreccio pesante e continuo  tra politica e affari ?

E, ancor di più, se questo sistema si incrocia con la pubblica amministrazione, l’economia e i servizi, generando un oscuro mondo di corruzione, collusione, asservimento e ricatti? Ma non è solo questo ad uccidere la democrazia: la negazione delle più basilari regole di trasparenza economica, l’incentivazione prima, e il perdono via “scudo” poi, dell’evasione fiscale, la mancata lotta al lavoro nero e la selvaggia aggressione speculativa al nostro territorio, chiudono il cerchio.

E di questa logica, unita a quella delle leggi ad personam e dello stravolgimento costituzionale è responsabile la destra.

Essere democratici significa opporsi a tutto ciò, senza compromessi, forti dei nostri valori,  senza nessuna timidezza!

COMBATTERE DAVVERO LA CRISI, BASTA PRECARIATO,

MENO TASSE IN BUSTA PAGA E ALLE IMPRESE.

In Italia e in Lombardia da tempo non esistono  politiche industriali capaci di individuare e sviluppare i nostri punti forti e promuovere uno sviluppo sostenibile e competitivo. La Regione non è più uno dei motori dell’Europa. Ma può tornare ad esserlo valorizzando le sue straordinarie risorse e i suoi diffusi talenti. La destra al governo dell’Italia e della Regione, divulgando e utilizzando  i nuovi miti della televisione commerciale,  ha cancellato, in questi anni , la nostra identità di paese industriale (ancora oggi il secondo in Europa),  non rispondendo  in maniera adeguata alla crisi internazionale che ci ha investito e aggravando una situazione già precaria. Ha protetto in modo vergognoso l’evasione, gli interessi particolari e i privilegi, scaricando tutta la drammaticità della situazione sulle spalle di chi lavora ogni giorno per vivere. I terribili numeri sull’occupazione nazionale e regionale sono li a dimostrarlo. Essere democratici vuol dire opporsi a questa logica, impostando e realizzando  politiche di alternativa per le generazioni future, senza nessuna timidezza.

NIENTE IN COMUNE CON LA DESTRA
AFFARISTA, ARROGANTE E XENOFOBA.

Un esempio per tutti: l’EXPO 2015. Una grande opportunità per Milano e Lombardia, conquistata grazie al grande lavoro del Governo Prodi, trasformata in un’indegna rappresentazione di corsa alle poltrone, agli stipendi d’oro e agli affari per i soliti noti, che da venti anni si spartiscono territorio e città. Questa è la destra di Berlusconi, di Formigoni, della Moratti. Ma lo stesso discorso può valere per la gestione del nostro territorio e della sicurezza nei nostri quartieri, dove, dopo tanti anni di potere, ancora ci rifilano solo annunci e niente soluzioni.

Quello che questa destra ha fatto, in realtà, è stato consolidare sistemi e gruppi di potere, sfruttando la buona fede anche di tanti suoi elettori, come le indagini della Magistratura stanno dimostrando, giorno dopo giorno.  Il tutto avvelenato dalle peggiori idee xenofobe e discriminatorie che fanno leva sulle paure e sulle solitudini. Essere democratici vuol dire affermare che con questa destra non abbiamo nulla a che spartire, e farlo senza nessuna timidezza.