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Riccardo Sarfatti

Perché mi candido

Dieci ragioni per spiegare perché mi candido:
1) Perché voglio che il centro sinistra sia alternativo al centro destra, al sistema di potere berlusconian- formigoniano, alle farneticazioni leghiste, al minimalismo morattiano. Sono quindi contrario ad ogni strategia di maggioranze variabili, ad ogni collaborazione che non si limiti ad aspetti istituzionali, ad ogni inciucio. Le alleanze vanno comunicate agli elettori prima del momento elettorale e non lasciate ad accordi di vertice secondo modalità da prima repubblica.
2) Perche sono favorevole ad un sistema elettorale improntato al maggioritario ed al bipolarismo, che tagli rendite di posizioni elettorali dei partiti e nei partiti. Perché credo che un referendum sia meglio di una legge elettorale concordata . Questo vale per Roma e per la Lombardia dove il nuovo statuto dovrà prevedere una legge elettorale maggioritaria e presidenzialista, ma che sappia dare risposte concrete e innovative alla soluzione dei grandi nodi della democrazia nel mondo, cioè quelli del bilanciamento dei poteri, della partecipazione e della trasparenza.
3) Perché sono contrario alla demagogia del partito del nord, tanto proclamato quanto non praticato. Perché credo che ci voglia un federalismo politico vero anche nella sinistra, e non candidati e dirigenti imposti da Roma. Dal 14 ottobre nessun candidato potrà essere sostenuto dal PD se non è passato attraverso una primaria.
4) Perché voglio che il Partito Democratico non sia gattopardesco (cambiando tutto per non cambiare nulla), ma sia nuovo davvero e non abbia nulla a che vedere con gli apparati del passato. Niente funzionari, niente giornali di partito, niente pletorici politbureau, niente avanguardia; ma un partito di movimento e di opinione.
5) Perché penso che il sindacato sia una risorsa del centro sinistra e non un peso.
6) Perché penso che l’immigrazione sia una ricchezza da organizzare e non un pericolo da esorcizzare. Senza il lavoro degli emigrati un tempo e degli immigrati oggi questo paese non esisterebbe.
7) Perché penso che la politica non sia l’arte della mediazione ma delle scelte.
8) Perché voglio un partito laico ma non laicista, liberale ma non liberista, riformatore e riformista.
9) Perché penso che i buoni amministratori sono quelli che coniugano la gestione del quotidiano con grandi visioni, senza rincorrere gli avversari, senza praticare una perenne politica dell’annuncio, con coerenza tra le affermazioni, i comportamenti e le decisioni.
10) Perché penso che il futuro del PD debba essere scevro di nuovismi modaioli (ma apprezzo Zapatero), perché penso che una azienda sia sempre più importante di cento o mille salotti altolocati, perché penso che l’antipolitica sia sempre un male, che attaccare la democrazia fondata sulle elezioni sia fascismo, che le istituzioni vadano difese, rinnovandole.

Riccardo Sarfatti